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Linguaggio collaterale: retoriche della guerra al terrorismo Various

Linguaggio collaterale: retoriche della guerra al terrorismo

Various

Published 2006
ISBN :
Paperback
222 pages
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 About the Book 

Il libroNato a ridosso di un evento specifico, questo libro si propone di ricostruire lapparato linguistico che, nella fase immediatamente successiva all11 settembre, anticipò i bombardamenti sullAfghanistan prospettando una situazione di guerraMoreIl libroNato a ridosso di un evento specifico, questo libro si propone di ricostruire lapparato linguistico che, nella fase immediatamente successiva all11 settembre, anticipò i bombardamenti sullAfghanistan prospettando una situazione di guerra permanente. Trascorsi alcuni anni da quellevento, i saggi qui raccolti non hanno perso nulla della loro attualità e originalità. La retorica politico-militare con cui lamministrazione americana ha inaugurato la sua guerra al terrorismo non è cambiata nel corso degli anni- è mutato il teatro in cui si continua a combatterla, ma non le strategie discorsive con le quali si cerca di costruire il consenso attorno ad essa - anche se oggi sembrano perdere efficacia di fronte a verità sempre più evidenti.A cosa allude, allora, il titolo di questo libro? Sebbene il linguaggio regoli sempre le nostre vite, gli effetti che produce durante la guerra sono unici. Come lespressione danno collaterale descrive un danno a persone e cose formalmente estranee agli obiettivi previsti da unazione militare, così linguaggio collaterale si riferisce a quanto la pratica della guerra aggiunge al nostro lessico corrente, e alle connotazioni che certi termini assumono in tempi di guerra. Il linguaggio, come il terrorismo, tiene sotto tiro i cittadini e produce paura con lobiettivo di realizzare un cambiamento politico. Quando i leader politici e i media usano termini come antrace, minaccia terroristica o armi biologiche, emerge un tipo specifico di terrore, poco importa se intenzionale o meno. Siamo tutti bersagli e contemporaneamente consumatori di questo lessico. Incurante della veridicità delle parole, il linguaggio collaterale produce degli effetti che vanno al di là del suo significato. Il titolo del libro e il riferimento al linguaggio come organizzazione terroristica intendono appunto evidenziare questi effetti.